...per tutta la gente è serio il problema dei soldi, è serio il problema dei figli, è serio il problema dell'uomo e della donna, è serio il problema della salute, è serio il problema politico: tutto è serio eccetto la vita.
Luigi Giussani, Si può vivere così, Ed. Rizzoli
· Home
· Manifesto sull'educazione
· Diario di scuola
· Fisica & mate
· Realtà ostinata
· Cose belle
· Indirizzi interessanti
· Link di video particolari
Diario di scuola
L'università secondo Romano Guardini

Sono qui riportati alcuni periodi tratti dal libro:
"Tre scitti sull'università" di Romano Guardini, edizione Morcelliana. Il libro andrebbe letto per intero, perchè ricco di spunti utili ad una riflessione critica sul mondo universitario e non solo.

Qual è il significato ultimo dell'università?
Lo si può esprimere con la frase: "Conoscere la verità, e precisamente per se stessa". Con questa proposizione noi ci mettiamo in contrasto con un'opinione molto diffusa, che dice:"Non v'è alcuna verità che sia valida in se stessa e che possa essere cercata per se stessa. Il senso della verità sta invece nella vita e deve essere cercato per amore della vita". Questa risposta è già stata data più di duemila e cinquecento anni fa, nella Sofistica greca, quando guerre senza fine avevano portato la gente alla follia. Già allora si era dichiarato: "La conoscenza esiste al fine di servire alla vita, alla produzione, al successo". A questa dottrina si sono contrapposti, al loro tempo, con tutta la passione del loro possente spirito, Socrate e Platone, che hanno affermato:
"La verità c'è per se stessa. E solo a partire da questo riconoscimento e da questa affermazione essa serve alla vita".
Ciònonostante l'affermazione che si dia verità solo per amore alla vita si è fatta strada attraverso tutta la storia, continuamente sollecitata dall'alienazione alla vita e dall'arroganza, dalle quali l'uomo, che coltiva la scienza, diventa schiavo così facilmente.
.....
Questo è stato insegnato e fatto: la verità c'è in relazione al popolo, in relazione allo Stato. Essa trova la sua consistenza nel fatto che ne incoraggia, rafforza e arricchisce la vita. L'ulteriore, inevitabile conseguenza, allora, suonerebbe: ciò che è utile alla vita lo decida essa stessa, cioè coloro che esercitano su di essa il potere. Questa dottrina, amici miei, è falsa; falsa fino alle sue radici. Anzi, ancora di più: essa è pericolosa, essa è distruttiva. L'uomo vive, infatti, di ciò che sta sopra di lui. Egli deve essersi reso conto che tale altezza lo sovrasta, prima ancora di poterne sperimentare la forza. Che cosa è allora la vita? ...Tutto ciò che in me urge dall'intimità più profonda, tutto ciò che si costruisce, brama, combatte, sente, crea: questa è la vita. Essa vuole diventare piena, vuole autorealizzarsi. Essa vuole diventare tale da poter percepire: sono giunta a compiutezza.
....
Sa dunque, la nostra vita, da se stessa, quando essa c'è, come deve essere? No, a tal punto che, nel suo fondamento più intimo, accanto alla volontà del vivere, c'è sempre all'opera la volontà della morte. Come può allora, la vita stessa essere la realtà più alta per se stessa, essere a se stessa il fine, a cui tutto deve servire, perfino la verità? Quando l'uomo pensa così, la vita stessa crolla, si confonde, si blocca e sorgono atrocità, come abbiamo potuto sperimentare.
...
Ci deve essere qualcosa sopra la vita, altrimenti essa va a fondo, sia per il singolo, sia per il popolo, sia per lo Stato. Ma che cosa è questo qualcosa? La verità. La verità è ciò che è stabile e luminoso. La prima cosa, dunque, quella decisiva, da cui dipende se la nostra vita è vivente, lo è in modo retto, bello e creativo, è questa: sopra di essa deve esserci qualche cosa, che non ne dipende, che non la serve, ma che ha in se stesso altezza. Questa è la verità. Sapere questo, amici miei, scoprire questo in modo sempre nuovo, sperimentarlo, annunciarlo, ecco lo scopo dell'università. Appena essa lo trascura, perde il suo senso.
...

Su che cosa poggia dunque, l'enorme significato che il grande fisico e filosofo attribuisce alla conoscenza? Sul fatto che l'uomo, nella conoscenza, viene a contatto con la verità, quella verità che vale per se stessa.
....
Venire a conoscenza di ciò, scoprirlo sempre di nuovo e difenderlo nei confronti di ogni pretesa del potere e della vita, questo è il compito più autentico dell'università. Se lo trascura, essa ha perso il suo senso e si trasforma in una scuola professionale, certo importante, ma in ultima analisi, non essenziale.
....
"Che cosa cerca colui che si avvia all'università?"
....
Una terza risposta a questa domanda si configura come volontà di dedicarsi alla ricerca. Chi ne è in possesso, viene preso dalla meravigliosa e, insieme, terribile caratteristica di quell'impulso che cerca la verità per se stessa e mai arriva ad esaurirla.
La conoscenza scientifica è paragonabile ad una sfera: quanto più essa cresce, tanto maggiore diviene la sua superficie di confine con ciò che le sta intorno. La realtà che scopre, così come i rapporti che devono essere interpretati, si dilatano all'infinito.
Ma ogni nuova realtà che viene scoperta, getta su quelle ormai trovate una luce diversa e ogni nuovo principio conquistato porta anche quelli già noti in un contesto diverso. Il vero ricercatore non si chiede neppure quale sia l'utilizzabilità di ciò che ha trovato. A lui interessa afferrare in modo sempre più completo e comprendere in modo sempre più chiaro, nel suo insieme, l'ambito a cui ha rivolto la propria attenzione. Dietro ad un'autentica ricerca c'è sempre una grande passione.
...
L'interrogativo intorno alla verità non suona semplicemente: che cosa è? che cosa succede? E nemmeno: secondo quale ordine e secondo quali leggi esiste ciò che esiste e accade ciò che accade? Essa suona invece così, come già i Greci l'hanno formulata: cosa è ciò che è? Qual è la sua essenza e il suo significato? Che cosa è quell'energia originaria, con cui essa si afferma contro il nulla: l'essere?
Non è a talento soggettivo che nasce la domanda, ma da un appello che l'esistenza stessa rivolge allo spirito. Il mondo non è una muta presenza. Esso è quella realtà che è disponibile ad essere conosciuta. Tutto ciò che esiste è una forma dotata di senso e, come tale, essa ha potenza.
Dall'impatto con questa potenza di senso, si sviluppa la meraviglia. Non il solo sentimento: come è singolare tutto ciò! E neppure l'interesse: come può essere utilizzata questa cosa? E neppure la curiosità: secondo quali regole si compie ciò? Tutto ciò è importante; esso contiene la verità, intesa come esattezza. La meraviglia, però, va più in profondità. Essa si rivolge alle essenze e al loro contenuto significante, al fatto che attraverso ogni essenza singola si esprime un che di incondizonato, così come ha voluto dirci Platone, quando ha affermato che, dietro all'atto che coglie cose ed eventi, si cela la contemplazione della loro idea, contemplazione che è, insieme, un essere afferrati ed un afferrare.
.... Questo processo caratterizza l'uomo moderno. Esso determina il problema dell'università. Il problema della verità era il cuore della vecchia università; al di là di ogni critica, di ogni relativizzazione, essa ne costituiva il nucleo ultimo, la motivazione ultima, la leggittimazione ultima. Oggi questo problema è svanito, e questa è la causa più profonda della crisi dell'università.
....
Si tratta di decidere cioè se l'esistenza umana debba essere dominata dalla volontà di potenza o dalla volontà di verità...
Se la verità vada cercata a partire dall'altezza che le è propria, o, prima ancora: e si sia detto di sì al fatto che esista una verità autentica che può, perciò, essere cercata, o se invece, si esiga la rinuncia a una tale ricerca, e non si debba porre la conoscenza sotto il segno della potenza.
La decisione tocca a ciascuno, sia egli professore o studente.

Romano Guardini

· introduzione
· perchè studiare
· il consiglio di ambrogio
· lettera a dei maturandi
· sui giovani
· sull'essere genitori
· sulla lettura
· dopo il liceo...
· l'università secondo Guardini
· l'epoca delle passioni tristi
· formare all'attenzione
· agli educatori
· lettera agli insegnanti
Per informazioni o suggerimenti: unoqualunque@ziomax.net