...per tutta la gente è serio il problema dei soldi, è serio il problema dei figli, è serio il problema dell'uomo e della donna, è serio il problema della salute, è serio il problema politico: tutto è serio eccetto la vita.
Luigi Giussani, Si può vivere così, Ed. Rizzoli
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Cose belle
Vivendo e in parte vivendo

L'uomo è fatto per incontrare, vivendo, il significato stesso del vivere.
Ma se da una parte la possibilità di un incontro imprevisto è l'unica speranza, dall'altra dentro ciascuno di noi c'è come una radicata resistenza a che qualcosa accada e possa scombinare il nostro quieto vivere. E ci si accontenta ("vivendo e in parte vivendo"), abbracciando un qualsiasi affetto prevalente, anche buono, nella speranza che il cuore si assopisca, che l'inquietudine si plachi. Andando così contro la propria natura e origine, che è quella di anelare all'infinito. E ci si giustifica dicendo: "in fondo cosa c'è di male?"....
Eliot esprime questo in modo assolutamente magistrale, anche se la resa migliore la da il testo originale inglese...("living and partly living").

Noi non vogliamo che accada nient'altro.
Siamo vissute in pace per sette anni,
siamo riuscite a non farci notare,
vivendo e quasi vivendo.
Abbiamo visto l'oppressione e lo sfarzo,
abbiamo visto povertà e licenza,
abbiamo visto meschine ingiustizie.
Ma siamo riuscite a vivere
vivendo e quasi vivendo.
A volte il frumento ci manca,
a volte il raccolto è propizio,
un anno è un anno di pioggia,
un altro è un anno di siccità,
un anno si sono mele abbondanti,
un altr'anno le prugne sono scarse.
Eppure siamo riuscite a vivere,
vivendo e questi vivendo.
Abbiamo onorato le feste, ascoltato la messa,
abbiamo fatto fermentare il sidro e la birra,
abbiamo raccolto la legna
all'apparire dell'inverno,
ci siamo attardate a parlare
all'angolo del focolare,
a parlare all'angolo delle strade,
a parlare non sempre a bassa voce,
vivendo e quasi vivendo.
Abbiamo visto matrimoni, nascite, morti,
abbiamo visto accadere gli scandali,
siamo state vessate dalle tasse,
abbiamo riso, abbiamo chiacchierato,
molte ragazze sono scomparse, partite
senza dire perchè, e altre non vi sono riuscite.
Tutte abbiamo avuto terrori privati,
ombre personali, paure segrete.
Ma ora una grande paura è sopra di noi,
una paura non di una, ma di molti,
una paura simile alla nascita e alla morte,
quando vediamo la nascita e la morte,
esse sole e nient'altro,
come isolate, nel vuoto.
Siamo invase da una paura
che non possiamo conoscere,
che non possiamo affrontare,
che nessuno può capire.
E ci strappano il cuore,
ci sbucciano il cervello a strati,
come una cipolla ci sentiamo
perdute, perdute in un terrore totale,
che nessuno può capire. O Tommaso Arcivescovo,
Tommaso nostro Signore, lasciaci e lasciaci vivere
nell'umile e opaca cornice della nostra esistenza.
Allontanati...


introduzione
ciao don gius!!
i due orfani
lettera d'amore...
caligola
cori da "la rocca"
"i limoni", Montale
prima del viaggio
delitto e castigo
le nozze di figaro
il settimo sigillo
anima bell'e fatta
la noia
forse un mattino
in parte vivendo
l'arte di ascoltare
realta' senza Dio
questo e' un amico!
il fanciullino
generazione sfortunata!
il lavoro secondo Peguy
il lavoro secondo McCarthy
i bambini secondo Peguy
l'annunzio a Maria
c'e' un oltre!
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lo sguardo di Pasolini
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l'avvenimento del sole
signora Germania
al conte Carlo Pepoli
l'invenzione per Manzoni
se l'uomo non rinuncia a se stesso...
il viaggio dei Magi
il mangiare secondo Fabrizi
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